Il 28 aprile 2012 partirà Extrascape, il primo concorso olivicolo internazionale che premia il migliore extravergine nel miglior paesaggio.
Ho contribuito all’ideazione e organizzazione del concorso, oltre che alla sua divulgazione, insieme agli amici Francesco Travaglini e Luciana Squadrilli.
Perchè? Perchè l’olivo e’ parte integrante del mio territorio, e volevo fare qualcosa di concreto per diffondere e valorizzare una delle poche ricchezze (secondo me) su cui potremo contare in Molise e Italia (finchè non ci toglieranno anche queste!).
L’intento del concorso, infatti è divulgare e discutere di questi valori e raccogliere adesioni per fondare associazione che difenda e promuova i paesaggi olivicoli, “mettendo in rete” i paesaggi e le culture olivicole di tutto il mondo, accomunate dall’importanza che questo prodotto riveste per l’economia e la cultura di ogni paese interessato.
L’iniziativa prevede l’organizzazione di un concorso internazionale dalla duplice anima. Oltre a valutare la qualità organolettica degli oli extravergini provenienti dalle diverse latitudini, essa vuole mettere a confronto e valorizzare anche il paesaggio olivicolo, premiando per la prima volta le caratteristiche di una “una determinata parte di territorio” destinata alla coltivazione dell’ulivo.
A latere del concorso, saranno organizzati numerosi eventi tra cui un convegno internazionale sul rapporto tra la qualità del paesaggio e la qualità dell’olio,un work shop progettuale finalizzato a salvaguardare, valorizzare e migliorare la qualità del paesaggio olivicolo e altri incontri tematici.
Se la cosa vi piace e volete partecipare, scrivetemi!!
Alla pubblicità contestuale discretamente inserita da google in ogni nostro messaggio c’eravamo ormai abituati da tempo.
Ma a questa secondo voi ci potremo abituare presto?
Non so voi, ma io corro a installarmi AdBlock.
Nella giornata del 22 dicembre una delle maggiori aziende di telefonia al mondo – Skype – che ogni giorno serve milioni di clienti in ogni angolo del globo ha vissuto probabilmente uno dei giorni più drammatici della propria vita aziendale.
Un grave problema tecnico ha bloccato completamente la rete attraverso cui gli utenti possono accedere al sistema, lasciando tutti senza servizio.
Ebbene, come è stata affrontata l’emergenza a livello comunicativo?
Grazie a una gestione trasparente e aperta della problematica, attraverso frequenti e dettagliati aggiornamenti su twitter, sul blog e sul sito aziendale, Skype ha decisamente saputo trasformare la minaccia in opportunità.
Guardate al riguardo il grafico qui sotto sull’incremento dei follower twitter avvenuto durante la crisi: da 35.000 a 80.000 in meno di 24 ore. Non male eh?

Italiacamp, Roma 2010
Un paio di settimane fa ho partecipato a “ItaliaCamp”, Barcamp organizzato dall’omonima associazione presieduta da Pierluigi Celli, direttore generale dell’università Luiss Guido Carli.
In quell’occasione, tra l’altro, ho presentato per l’ennesima volta la mia Agrycult (ormai le presentazioni vanno col cambio automatico: 5 minuti secchi).
Il BarCamp è una non-conferenza collaborativa dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire la circolazione delle idee e il confronto . I partecipanti contribuiscono alla riuscita dell’evento presentando un progetto e contribuendo alla discussione o aiutando l’organizzazione. Nel BarCamp non esiste una rigida scaletta degli interventi e degli argomenti da trattare, che si consolida solitamente la mattina prima dell’avvio dei lavori.
Obiettivo dell’Italiacamp, che dopo l’evento romano si terrà nei prossimi mesi anche a Lecce, Bruxelles, Milano, è raccogliere e realizzare le migliori 10 idee presentate. A conclusione di ogni BarCamp, infatti, si riunisce un Comitato Scientifico che seleziona le 10 idee vincitrici nelle seguenti aree di interesse: 1) Ricerca, Scienza e Tecnologia , 2) Lavoro e Impresa, 3) Energie, Infrastrutture e Ambiente, 4) Cultura e Società, 5) Economia, Finanza e Mercati, 6) Politica, Istituzioni e Pubblica Amministrazione.
A conclusione di tutti i Barcamp, saranno presentate al Comitato Strategico del progetto le 40 idee vincitrici. Il Comitato sceglierà le 10 idee da realizzare. La cura e lo sviluppo delle 10 idee sarà affidato ad appositi gruppi di progetto , composti da consulenti esperti e potenziali soggetti finanziatori e/o investitori interessati alle idee medesime.
Il Barcamp romano è stato diviso in 6 sessioni, una per ogni area di interesse, che si sono tenute in 6 diverse aule presso la sede dell’università LUISS, ognuna delle quali era collegata in diretta streaming sulla piattaforma Ustation.it.
Tanti i progetti presentati. Purtoppo non è stato possibile seguirli tutti per la contemporaneità delle sessioni. Alcuni dei più interessanti che siamo riusciti a seguire sono:
- EcceCustomer: web application che integra a un’attività di monitoraggio dei social media una piattaforma dedicata al CRM (customer relationship management) e presenta i risultati attraverso social graph.
- Spirit: applicazione di ‘text mining’ ed ‘information retrieval’, che, attraverso un sistema di indicizzazione e di analisi linguistica mira a realizzare un clustering automatico delle informazioni trovate.
- Nicola Mattina di Elastic, che ha presentato un progetto organico di pubblicazione di open data delle pubbliche amministrazioni italiane, sul modello di quanto stanno facendo le P.A negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in altre democrazie occidentali avanzate e di quanto il Piemonte sta realizzando in via sperimentale suhttp://www.dati.piemonte.it
- Infine l’attività di BAIA (Business Association Italy America) che si propone di favorire iniziative imprenditoriali promosse da operatori italiani e americani e di facilitare i rapporti tra il sistema produttivo e della ricerca italiano e attori economici basati nella Silicon Valley.
L’evento è sicuramente riuscito, oltreché per l’autorevolezza dei progetti presentati, anche per la partecipazione del pubblico (oltre 1000 partecipanti) sia nel corso dell’evento che online. L’hashtag #italiacamp, ad esempio, che ha identificato tutti i tweet relativi al barcamp, ha registrato oltre 150 interventi, consultabili da questo link.
Quanto tempo ancora perchè le partecipazioni online a un barcamp per quantità e qualità supereranno (o sostituiranno) quelle offline?
Qualcuno dirà: “e a noi che ce ne importa?” .
Beh… importa.
Perchè il New York times ci ha scritto un pezzo, mandando suoi inviati nel piccolo centro di Santa Croce di Magliano, paesino collinare della provincia di Campobasso.
Perchè sono tantissimi gli americani di origine italiana che non dimenticano le proprie origini, mantengono legami, amicizie, tornano in Italia magari per la prima volta un secolo dopo la partenza del loro avo italiano.
Ne ho conosciuti diversi. Sapete cosa rispondono se gli si chiede perchè tornano in Italia, magari per prendersi la doppia cittandinanza? “Per scoprire le nostre origini”, o “sentiamo questa terra come nostra”, rispondono.
Ovvimente i lontani parenti italiani sono sempre contenti di accoglierli, conoscerli e frequentarli.
Del resto in tempi di crisi come questo avere come compaesano il governatore dello stato di New York può tornare utile, no?
Per un attimo mi sono lasciato andare al panico.
Poi ho pensato: “ma è Facebook! questi amano cambiare senza avvertire”.
E allora dopo un pò di ricerca ho trovato il comando perduto.
Quando sei sulla tua pagina, ci arrivi cliccando “modifica pagina, marketing, invia un aggiornamento”.
Oggi avviare un business online è praticamente alla portata di tutti. Avere qualche competenza tecnica certo non guasta, ma davvero non ce n’è più bisogno.
Guardate questo video in cui mostro come aggiungere le schede prodotto sul negozio online che ho creato per Agrycult.com.
Dal momento della registrazione sul sito, al momento del completamento dell’inserimento, sono passati pochi minuti, letteralmente.
E il risultato è un negozio online, che può ricevere pagamenti con paypal, carta di credito, bonifico, contrassegno, ordine telefonico, dozzine di altri metodi di pagamento. Che può essere integrato in Facebook in 3 minuti, forse meno.
Che vi mantiene l’inventario, emette automaticamente le fattura, con specifica dei costi di trasporto, iva, e altre eventuali tasse, calcolate automaticamente in base ai parametri impostati. Che ha un front end (vetrina) consultabile da iPhone o Ipad, di serie, senza necessità di ulteriori impostazioni.
Che ha un supporto tecnico con tempi medi di soluzione (ho detto “soluzione”, non “risposta”) alle vostre domande di qualche ora, in media.
Ed è tutto semplice, immediato, gratis su www.ecwid.com.
Ho fatto questa presentazione più di un anno fa, ma solo ora sono riuscito a caricarne su youtube il materiale video, con alcune riprese dell’evento. Le ripropongo così come sono (non ho avuto il tempo di montarle in maniera decente) perchè per me significano molto.
Nei miei 40 minuti di intervento ho parlato di Molise, di tratturi, di Carrese.
In quell’occasione ho toccato con mano l’entusiasmo e la partecipazione che gli olandesi mostrano quando si racconta loro, con passione, l’Italia. Sono innamorati del nostro Paese, forse addirittura più di quanto possiamo esserlo noi stessi.
La serata è stata un successo, dal punto di vista organizzativo e comunicativo: decine di prodotti tipici e vini in degustazione, Oltre 5 quintali, un pallet intero, di specialità e materiale promozionale (cartine, guide, depliant sul Molise) distribuito al pubblico. Il direttore dell’Istituto mi ha confidato che è stata la serata di promozione territoriale di maggior successo tra tutte quelle di organizzate sotto la sua direzione.
Tanti blogger, anche olandesi, hanno partecipato e scritto dell’evento la rassegna stampa locale (ho curato tra le altre cose l’ufficio stampa e la comunicazione e promozione online dell’iniziativa) ottima e abbondante.
Tra i presenti alla serata: rappresentanti dell’ambasciata, il direttore e funzioni dell’Istituto del Commercio Estero e dell’ENIT di Amsterdam, giornalisti e blogger olandesi, celebrità italo-olandesi e poi importatori, ristoratori, imprenditori dell’HORECA che già commerciano con altre parti d’Italia.
E poi ovviamente, loro: il pubblico di olandesi. 120 appassionati dell’Italia che hanno pagato un importante prezzo d’ingresso (35 €, necessari a finanziare l’iniziativa, che non aveva scopo di lucro) per ascoltare rapiti il racconto sulla transumanza e degustare i prodotti presentati, e condividere il nostro orgoglio, la nostra passione, le nostre tradizioni.









English
Italiano 




